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Il Santuario

Dedicazione
Maria Santissima del Perpetuo Soccorso

Diocesi
Tursi – Lagonegro. Policastro
sino all’8 settembre 1976


Parrocchia
S. Michele arcangelo

Altitudine in metri:
1089

Paesaggio e territorio
Il santuario sorge 4 Km a sud dell’abitato di Trecchina, sulla vetta rocciosa di Serra Pollino, da dove si domina un’ampia vista sulla costa lucana di Maratea e su quella calabrese di Tortora e Praia a Mare.  

Origine del culto cristiano
Sinora gli unici elementi che consentono di attestare almeno al XVI secolo l’esistenza del culto, sono la scultura in marmo raffigurante S. Maria del Soccorso, risalente al 1550, attualmente conservata nella cappella urbana della Forraina ma proveniente dal santuario, e l’antica scultura lignea raffigurante la Vergine databile allo stesso secolo.

Leggenda di fondazione
Un gruppo di gente greca, prima residente a Tursi, si sarebbe trasferita a Trecchina portando con sé una immagine della Vergine del Soccorso. Secondo un’altra leggenda un gruppo di persone avrebbero cominciato a costruire il santuario in una zona della montagna più bassa rispetto a quella dove oggi sorge il santuario, ma per diverse volte capitò che quanto veniva costruito di giorno si trovava distrutto il giorno dopo. Un giorno venne preso un agnello il quale doveva essere ucciso e cucinato. L’agnello, però, scappò e fu ritrovato in cima alla montagna: si capì, in tal modo, che lì la Vergine voleva fosse costruito il suo santuario.

Oggetto del culto                  
Originariamente, forse, nel santuario si veneravano sia una scultura che un dipinto. Nel corso della Visita Pastorale effettuata nel 1626, infatti, nel santuario di montagna si rileva che l’ icona magna è “deturpata”: di dà ordine pertanto di contattare un pittore che rifaccia un’altra iconam parvam iuxta magnitudinem altaris.
La scultura lignea oggi venerata raffigura la Vergine in piedi che col braccio sinistro sostiene il Bambino e con la destra impugna un bastone nell’atto di percuotere un demonio con la forca raffigurato ai suoi piedi. Dall’altro lato un fanciullo, spaventato dal gesto minaccioso del diavolo, si aggrappa al manto della Vergine. Secondo lo storico locale Pasquale Schettini, la statua sarebbe stata donata alla chiesa nel 1829; altri, invece, l’hanno attribuita al primo quarto del XVIII secolo1. Quest’ultima datazione sembra maggiormente compatibile con la notizia riportata in una Visita Pastorale del 1707, nella quale è registrata la presenza nella chiesa parrocchiale di Trecchina di un'immagine della Madonna del Soccorso «noviter confectam».
Il simulacro è verosimilmente l’ultimo di una serie di immagini più antiche, tra cui un’altra scultura lignea che ancora si conserva, riproducente l’identica iconografia della Madonna del Soccorso e databile all’ultimo quarto del XVI secolo2.

Data e svolgimento Festa religiosa
Il 13 maggio viene portata dalla chiesa madre al santuario la statua di S. Maria dei Martiri, popolarmente chiamata la “Bambinella”, che sta nel santuario sino alla prima domenica di settembre, quando viene riportata nella chiesa madre. Il primo settembre sul monte viene condotta la statua della Madonna del Soccorso.  La mattina del 7 settembre nel santuario di montagna viene celebrata la Santa Messa; nel pomeriggio la statua del Soccorso viene riportata processionalmente sino alla cappella del parco della Forraina, dove viene vegliata per tutta la notte. La mattina dell’8 la statua viene condotta processionalmente alla chiesa madre di S. Michele dove si celebra una Messa solenne.

Provenienza dei pellegrini
Dai paesi contermini e da alcuni paesi della Calabria: in particolare da Maratea, Rivello, Lagonegro, Lauria, Tortora (CS).

Svolgimento della festa popolare e pratiche rituali 
Attualmente durante i pellegrinaggi ha luogo solo il trasporto, prevalentemente da parte delle donne, delle cente. Particolarmente caratteristiche quelle a forma di barche. Originariamente vi era l’uso di pesare i bambini e di offrire alla Madonna il corrispondente del peso in cera. Un’altra usanza era quella di trasportare delle pietre durante la salita al santuario in segno di penitenza. La mattina del 7 settembre i pellegrini si radunano sul monte dove consumano un’abbondante colazione. Nel primo pomeriggio la statua viene collocata in una portantina chiusa e condotta a spalle fino alla cappella della Forraina in paese da un gruppo di uomini che si alternano nel trasporto. Durante la discesa si eseguono canti devozionali popolari al suono di zampogne, organetti e ciaramelle (usanza più viva nel passato). La mattina dell’8 settembre la statua, prima di essere condotta nella chiesa madre, viene rivestita d’oro da un gruppo di uomini.
Negli stessi giorni, il 7 e l’8 settembre, nella piazza principale del paese ha luogo una fiera.

Confraternita 
Negli atti della Visita Pastorale del 24 aprile 1725 si legge della costituzione, forse recente, di una confraternita che interveniva nella processione con la statua portatile della Vergine del Soccorso.

Opere annesse
Un monte di pietà è attestato nel 1623, nel verbale della Santa Visita effettuata da mons. Antonio Santorio.

Tradizioni di miracoli
All’intercessione della Vergine si attribuiscono molti interventi miracolosi in casi di calamità naturali o di altri eventi luttuosi. Si tramanda, ad esempio, che nel 1731 si verificò a Trecchina una grave frana che distrusse molte case di campagna e che rischiava d’investire anche un’intera zona del paese. Il movimento franoso però si arrestò di colpo: l’evento fu interpretato come segno della protezione della Vergine, e il decurionato stabilì che ogni anno il sindaco avrebbe offerto e portato un cero nella processione del 21 novembre, in occasione della festa della Presentazione di Maria Vergine al tempio.
Un altro intervento miracoloso il cui ricordo viene tramandato sino ad oggi, riguarda la protezione accordata dalla Vergine il 7 settembre 1943 alla popolazione di Lauria Inferiore la quale, per difendersi da un bombardamento aereo, si era rifugiata ai piedi di una montagna, proprio in direzione del santuario del Soccorso. La gente, che aveva invocato la Vergine, si salvò dal bombardamento.

Ex – voto
Nel passato venivano offerti alla Madonna oggetti di oreficeria, abiti da cerimonia religiosa (battesimo, prima comunione, matrimonio), abiti votivi, trecce di capelli, raffigurazioni di parti del corpo in cera, fazzoletti ricamati, tavolette dipinte. Attualmente la raccolta è andata dispersa e l’uso di portare ex-voto è pressoché scomparso.

Riconoscimenti ufficiali       
Su richiesta di un sacerdote originario di Trecchina, nel dicembre del 1848 Pio IX concede l’indulgenza per cinque anni a chiunque farà visita alla Vergine nel santuario in occasione della festività del 13 maggio. In epoca imprecisata la Vergine è stata proclamata protettrice di Trecchina: il santuario è raffigurato nello stemma del municipio. Il simulacro è stato incoronato per decreto Capitolo Vaticano l’8 settembre 1926.
    

Cura spirituale e patronato
Sin dal XVII secolo il santuario risulta di giuspatronato dell’università di Trecchina che nomina il procuratore laico ed il cappellano, scelto nell’ambito del clero secolare della chiesa parrocchiale di S. Michele.
Nel XIX secolo il santuario risulta appartenente alla Commissione amministrativa di beneficenza del Comune di Trecchina.

Elementi strutturali e artistici 
Nella prima metà del XIX secolo l’originaria cappella fu ingrandita. Il santuario attuale è formato da una chiesa e da un piccolo edificio addossato sul lato sinistro del complesso. L’esterno è privo di qualsiasi elemento decorativo. L’accesso è dato da una gradinata che supera il dislivello tra piano di calpestio della chiesa e pendio sul quale l’edificio è costruito. La copertura è a doppia falda e priva di manto di coppi. Sul lato destro della chiesa si apre l’accesso ad un ambiente seminterrato che occupa circa la metà dello sviluppo dell’aula. La chiesa è formata da un’unica navata coperta con volta a botte leggermente ribassata. L’aula è divisa a metà da un archivolto. Sul pilastro destro dell’archivolto, è conservata una replica del bassorilievo esistente nella cappella urbana. Vi compare la Vergine con il Bambino, la quale con un bastone percuote il demonio rannicchiato sulla destra. Sulla base dell’effigie compare l’epigrafe: «A. DIVOZ. DI MIC. RISPOLO F. GIO. ORRICO». La terminazione è absidata, ed è leggermente rialzata rispetto alla quota di calpestio della navata. L’altare è realizzato in pietra e stucco ed è sovrastato dalla nicchia nella quale si conserva una statua della Vergine.
Nella cappella urbana sita nel parco della Forraina si conserva l’altra scultura in marmo scolpito a bassorilievo raffigurante S. Maria del Soccorso, risalente al 1550 e proveniente dal santuario.


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Parrocchia "San Michele Arcangelo" Trecchina (PZ) - 2009 - © Tutti i diritti sono riservati