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Paesaggio e territorio
Il
santuario sorge 4 Km a sud dell’abitato di Trecchina, sulla vetta
rocciosa di Serra Pollino, da dove si domina un’ampia vista sulla costa
lucana di Maratea e su quella calabrese di Tortora e Praia a Mare.
Origine
del culto cristiano
Sinora
gli unici elementi che consentono di attestare almeno al XVI secolo
l’esistenza del culto, sono la scultura in marmo raffigurante S.
Maria del Soccorso, risalente al 1550, attualmente conservata nella
cappella urbana della Forraina ma proveniente dal santuario, e l’antica
scultura lignea raffigurante la Vergine databile allo stesso secolo.
Leggenda
di fondazione
Un gruppo di gente greca, prima residente a Tursi, si sarebbe trasferita
a Trecchina portando con sé una immagine della Vergine del Soccorso.
Secondo un’altra leggenda un gruppo di persone avrebbero cominciato a
costruire il santuario in una zona della montagna più bassa rispetto a
quella dove oggi sorge il santuario, ma per diverse volte capitò che
quanto veniva costruito di giorno si trovava distrutto il giorno dopo.
Un giorno venne preso un agnello il quale doveva essere ucciso e
cucinato. L’agnello, però, scappò e fu ritrovato in cima alla montagna:
si capì, in tal modo, che lì la Vergine voleva fosse costruito il suo
santuario.
Oggetto
del culto
Originariamente, forse, nel santuario si veneravano sia una scultura che
un dipinto. Nel corso della Visita Pastorale effettuata nel 1626,
infatti, nel santuario di montagna si rileva che l’ icona magna è
“deturpata”: di dà ordine pertanto di contattare un pittore che rifaccia
un’altra iconam parvam iuxta magnitudinem altaris.
La scultura lignea oggi venerata raffigura la Vergine in piedi che col
braccio sinistro sostiene il Bambino e con la destra impugna un bastone
nell’atto di percuotere un demonio con la forca raffigurato ai suoi
piedi. Dall’altro lato un fanciullo, spaventato dal gesto minaccioso del
diavolo, si aggrappa al manto della Vergine. Secondo lo storico locale
Pasquale Schettini, la statua sarebbe stata donata alla chiesa nel 1829;
altri, invece, l’hanno attribuita al primo quarto del XVIII secolo1.
Quest’ultima datazione sembra maggiormente compatibile con la notizia
riportata in una Visita Pastorale del 1707, nella quale è registrata la
presenza nella chiesa parrocchiale di Trecchina di un'immagine della
Madonna del Soccorso «noviter confectam».
Il simulacro è verosimilmente l’ultimo di una serie di immagini più
antiche, tra cui un’altra scultura lignea che ancora si conserva,
riproducente l’identica iconografia della Madonna del Soccorso e
databile all’ultimo quarto del XVI secolo2.
Data e
svolgimento Festa religiosa
Il 13
maggio viene portata dalla chiesa madre al santuario la statua di S.
Maria dei Martiri, popolarmente chiamata la “Bambinella”, che sta nel
santuario sino alla prima domenica di settembre, quando viene riportata
nella chiesa madre. Il primo settembre sul monte viene condotta la
statua della Madonna del Soccorso. La mattina del 7 settembre nel
santuario di montagna viene celebrata la Santa Messa; nel pomeriggio la
statua del Soccorso viene riportata processionalmente sino alla cappella
del parco della Forraina, dove viene vegliata per tutta la notte. La
mattina dell’8 la statua viene condotta processionalmente alla chiesa
madre di S. Michele dove si celebra una Messa solenne.
Provenienza dei pellegrini
Dai
paesi contermini e da alcuni paesi della Calabria: in particolare da
Maratea, Rivello, Lagonegro, Lauria, Tortora (CS).
Svolgimento della festa popolare e pratiche rituali
Attualmente durante i pellegrinaggi ha luogo solo il trasporto,
prevalentemente da parte delle donne, delle cente. Particolarmente
caratteristiche quelle a forma di barche. Originariamente vi era l’uso
di pesare i bambini e di offrire alla Madonna il corrispondente del peso
in cera. Un’altra usanza era quella di trasportare delle pietre durante
la salita al santuario in segno di penitenza. La mattina del 7 settembre
i pellegrini si radunano sul monte dove consumano un’abbondante
colazione. Nel primo pomeriggio la statua viene collocata in una
portantina chiusa e condotta a spalle fino alla cappella della Forraina
in paese da un gruppo di uomini che si alternano nel trasporto. Durante
la discesa si eseguono canti devozionali popolari al suono di zampogne,
organetti e ciaramelle (usanza più viva nel passato). La mattina dell’8
settembre la statua, prima di essere condotta nella chiesa madre,
viene rivestita d’oro da un gruppo di uomini.
Negli stessi giorni, il 7 e l’8 settembre, nella piazza principale del
paese ha luogo una fiera.
Confraternita
Negli
atti della Visita Pastorale del 24 aprile 1725 si legge della
costituzione, forse recente, di una confraternita che interveniva nella
processione con la statua portatile della Vergine del Soccorso.
Opere
annesse
Un monte
di pietà è attestato nel 1623, nel verbale della Santa Visita effettuata
da mons. Antonio Santorio.
Tradizioni di miracoli
All’intercessione della Vergine si attribuiscono molti interventi
miracolosi in casi di calamità naturali o di altri eventi luttuosi. Si
tramanda, ad esempio, che nel 1731 si verificò a Trecchina una grave
frana che distrusse molte case di campagna e che rischiava d’investire
anche un’intera zona del paese. Il movimento franoso però si arrestò di
colpo: l’evento fu interpretato come segno della protezione della
Vergine, e il decurionato stabilì che ogni anno il sindaco avrebbe
offerto e portato un cero nella processione del 21 novembre, in
occasione della festa della Presentazione di Maria Vergine al tempio.
Un altro intervento miracoloso il cui ricordo viene tramandato sino ad
oggi, riguarda la protezione accordata dalla Vergine il 7 settembre 1943
alla popolazione di Lauria Inferiore la quale, per difendersi da un
bombardamento aereo, si era rifugiata ai piedi di una montagna, proprio
in direzione del santuario del Soccorso. La gente, che aveva invocato la
Vergine, si salvò dal bombardamento.
Ex –
voto
Nel
passato venivano offerti alla Madonna oggetti di oreficeria, abiti da
cerimonia religiosa (battesimo, prima comunione, matrimonio), abiti
votivi, trecce di capelli, raffigurazioni di parti del corpo in cera,
fazzoletti ricamati, tavolette dipinte. Attualmente la raccolta è andata
dispersa e l’uso di portare ex-voto è pressoché scomparso.
Riconoscimenti ufficiali
Su richiesta di un sacerdote originario di Trecchina, nel dicembre del
1848 Pio IX concede l’indulgenza per cinque anni a chiunque farà visita
alla Vergine nel santuario in occasione della festività del 13 maggio.
In epoca imprecisata la Vergine è stata proclamata protettrice di
Trecchina: il santuario è raffigurato nello stemma del municipio. Il
simulacro è stato incoronato per decreto Capitolo Vaticano l’8 settembre
1926.
Cura
spirituale e patronato
Sin dal XVII secolo il santuario risulta di giuspatronato
dell’università di Trecchina che nomina il procuratore laico ed il
cappellano, scelto nell’ambito del clero secolare della chiesa
parrocchiale di S. Michele.
Nel XIX secolo il santuario risulta appartenente alla Commissione
amministrativa di beneficenza del Comune di Trecchina.
Elementi
strutturali e artistici
Nella
prima metà del XIX secolo l’originaria cappella fu ingrandita. Il
santuario attuale è formato da una chiesa e da un piccolo edificio
addossato sul lato sinistro del complesso. L’esterno è privo di
qualsiasi elemento decorativo. L’accesso è dato da una gradinata che
supera il dislivello tra piano di calpestio della chiesa e pendio sul
quale l’edificio è costruito. La copertura è a doppia falda e priva di
manto di coppi. Sul lato destro della chiesa si apre l’accesso ad un
ambiente seminterrato che occupa circa la metà dello sviluppo dell’aula.
La chiesa è formata da un’unica navata coperta con volta a botte
leggermente ribassata. L’aula è divisa a metà da un archivolto. Sul
pilastro destro dell’archivolto, è conservata una replica del
bassorilievo esistente nella cappella urbana. Vi compare la Vergine con
il Bambino, la quale con un bastone percuote il demonio rannicchiato
sulla destra. Sulla base dell’effigie compare l’epigrafe: «A. DIVOZ. DI
MIC. RISPOLO F. GIO. ORRICO». La terminazione è absidata, ed è
leggermente rialzata rispetto alla quota di calpestio della navata.
L’altare è realizzato in pietra e stucco ed è sovrastato dalla nicchia
nella quale si conserva una statua della Vergine.
Nella cappella urbana sita nel parco della Forraina si conserva l’altra
scultura in marmo scolpito a bassorilievo raffigurante S. Maria del
Soccorso, risalente al 1550 e proveniente dal santuario. |