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La maggior parte dei giovani punta a
conseguire un diploma di scuola superiore, quelli che scelgono un
tipo di scuola a indirizzo professionale o tecnico propendono a
fermarsi in paese, il resto, che è la maggioranza, frequenta
l’università nei grossi centri del centro-nord e dopo la laurea
decide di rimanere lì con un lavoro stabile e formando un nuovo
nucleo famigliare.
Talvolta, purtroppo, avviene che
tanti giovani disoccupati trovino la soluzione ai loro problemi
fermandosi nei luoghi di aggregazione più comuni nel paese (bar,
sala giochi, giardini pubblici), naturalmente tutto questo
costituisce una seria sfida per l’azione pastorale della parrocchia.
Non si rilevano più, come nel passato, particolari devianze dovute
all’uso di droghe pesanti, rimane però un certo allarme sia per
quanto riguarda l’alcol che per le droghe, cosiddette leggere.
La famiglia rimane ancora una grande
risorsa, a cui si guarda con profondo interesse, si cerca di
sostenerla e di incoraggiarla. Essa rimane un grande ammortizzatore
sociale in quanto accudisce gli anziani in casa e gli eventuali
disabili. Mancando il lavoro, soprattutto per i giovani, le famiglie
vivono con apprensione il futuro e per questo non sempre capita che
esse riescono ad essere generose con la vita. Difatti la natalità in
questi ultimi anni è calata visibilmente.
E’ presente nel territorio
parrocchiale, con buoni frutti anche per la formazione sociale della
popolazione, una struttura di accoglienza a favore dei disabili
mentali, denominata “Casina Rosa”: è una Casa Famiglia per anziani
dipendente dalla Regione Basilicata.
Da alcuni anni sono presenti nella
nostra comunità extracomunitari prevalentemente di religione
islamica, altri di comunità ortodosse. Con tutti si è istaurato un
clima di reciproca fiducia e stima, anche se le presenze non sono
sempre costanti e continue.
La realtà
religiosa
Una profondo senso religioso è
radicato nella maggior parte delle persone adulte, poco nelle nuove
generazioni che dopo aver ricevuto il sacramento della confermazione
abbandonano la pratica religiosa rimanendo legati solo ad alcune
forme di religiosità.
Non avendo vissuto la “primavera
conciliare” tante forme della pietà popolare la maggior parte dei
fedeli è rimasta ancorata alle forme del passato senza un visibile
cambiamento.
Tuttavia è forte nel popolo la
devozione alla Madonna che è venerata sotto il titolo del Perpetuo
Soccorso. La presenza di un
Santuario mariano ha creato nella vita
dei trecchinesi una diffusa mentalità di fede.
In questi ultimi anni si è sentita
l’urgenza di rivolgere una particolare attenzione alla famiglia
vista come centro unificante della pastorale parrocchiale e non più
come un contenitore da riempire. Da qualche anno la nostra
parrocchia è stata scelta per far parte di un progetto sperimentale
a carattere nazionale diretto dalla CEI che vede la famiglia come
soggetto di pastorale all’interno di una comunità parrocchiale. Tale
progetto è servito a ridare alla nostra comunità nuovo slancio ed
entusiasmo. Le famiglie che si sono dichiarate disponibili a
percorrere tale progetto, dopo un’accurata formazione, si sono
inserite nella pastorale ordinaria della parrocchia formando gruppi
famiglia, accompagnando i giovani che si preparano al matrimonio.
Altre accompagnano i genitori nell’esperienza del Battesimo dei
figli e nei primi passi della fede. Attraverso questa esperienza la
parrocchia ha acquistato una dimensione nuova: si è colta come una
Comunità di famiglie e una famiglia di famiglie. La stessa catechesi
è uscita finalmente dal consolidato modo di incontrare solo i
ragazzi aiutando e sostenendo i genitori ad essere loro “i primi
maestri della fede dei loro figli”. Si punta maggiormente a formare
i genitori più che i ragazzi stessi lasciando che siano proprio i
genitori ad accompagnare i propri figli ai sacramenti
dell’iniziazione cristiana.
Un’ottima collaborazione viene offerta
dalla presenza delle suore di Monte Calvario che da più di sessant’anni
operano a favore della crescita umana e cristiana della popolazione.
Un’attenzione particolare è riservata
al mondo giovanile. Da alcuni anni, anche per valorizzare la
valorizzare la dimensione umano-culturale, si è costituito
l’Oratorio A.N.S.P.I. che abbiamo dedicato ad un nostro illustre
concittadino on. Michele Marotta. Grazie a questa struttura si
aggregano i giovani per il teatro, che ogni anno danno una
rappresentazione, si è aperta una scuola per chitarra e ballo.
Queste attività ed altre sono possibili grazie alla struttura di un
Centro Parrocchiale che abbiamo battezzato “Arcobaleno”. Questo
Centro parrocchiale in molte occasioni diventa per la parrocchia uno
strumento di apertura e di accoglienza perché ospita, soprattutto
durante l’estate, diversi gruppi di ragazzi, giovani ed adulti per
periodi di formazione e preghiera, provenienti anche da altre
diocesi.
Ogni settimana i giovani si incontrano
attorno alla Parola di Dio e ai documenti della Chiesa. Anche se
purtroppo, si trova difficoltà a formare giovani che siano capaci a
donare se stessi.
Dal febbraio 2003 la nostra comunità
parrocchiale si è arricchita di una presenza illustre: S. Ecc. Mons.
Vincenzo Cozzi, vescovo emerito di Melfi, Rampolla e Venosa, il
quale ha deciso di vivere insieme al Parroco, facendosi in tutto
cittadino di Trecchina. La popolazione tutta, non solo ha accolto
con amore e devozione la sua persona, ma sin dal primo momento lo ha
sentito parte di se, fratello ed amico. Ciò è dovuto soprattutto
all’indole umile ed affabile con cui Mons. Cozzi accoglie ogni
persona, sentendosi vicino a loro anche attraverso semplici
passeggiate con la gente comune nella piazza del paese. I suoi
pensieri omiletici, i dialoghi con le persone comuni, i lunghi tempi
nel confessionale, gli interventi per occasioni particolari sono un
continuo contributo alla crescita cristiana ed umana del nostro
popolo. |